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In Italia, la conoscenza del pianeta
incentivi comunitari è ancora modesta ed
approssimativa. In particolare, i comuni, le associazioni
e cooperative sociali, il mondo della scuola, le imprese,
che non hanno personale occupato specificamente su queste
tematiche - nonostante esempi eccellenti e realtà più
avanzate di altre - vivono ancora nella disinformazione.
I benefici derivanti dall'allargamento dell'Unione
Europea ai Paesi dell'Est dipenderanno soprattutto dal grado
di integrazione che ciascun territorio ha con i nuovi entranti.
Ciò implica la necessità per gli attori locali
(enti, imprese ed associazioni) di sviluppare competenze ed
affinare strumenti per elaborare strategie territoriali in
grado di favorire l'internazionalizzazione,
il posizionamento in un contesto
globale e la cooperazione
a livello istituzionale, culturale ed industriale.
La complessità e quantità
dei fondi comunitari è
tale da richiedere ormai una vera e propria specializzazione,
con competenze in ambito giuridico, economico, sociologico
e linguistico alle quali devono aggiungersi un'ottima conoscenza
di strumenti come i Fondi Strutturali, i Programmi di Iniziativa
Comunitaria e le altre opportunità di sviluppo offerte
dall'Europa.
Le Istituzioni dell'Unione Europea destinano
ingenti risorse finanziarie
per la realizzazione delle politiche comunitarie. Per sfruttare
tali agevolazioni è necessario presentare alla Commissione
Europea progetti elaborati a seguito di una complessa pianificazione
e con un alto livello qualitativo dato che, a causa del numero
elevato di proposte, vengono approvate solo le migliori. E'
perciò importante innalzare la qualità delle
candidature per aumentarne la probabilità di finanziamento.
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